martedì 3 marzo 2026

PLATONE

 

                                        PLATONE

Platone avverte l'insufficienza delle spiegazioni dei filosofi naturalisti, che cercavano le cause della realtà solo negli elementi materiali (acqua, fuoco, ecc.).

La prima navigazione è quella guidata dai sensi e dal

vento (la natura).

La secodna navigazione è quella intrapresa con i remi

(l'intelletto), che porta Platone a scoprire l'esistenza di

una realtà soprasensibile

Per capire perché una cosa è bella, non basta guardare

il suo colore o la sua forma, ma bisogna risalire

all’idea di bellezza

Contrariamente all'uso moderno del termine, per Platone le Idee non sono pensieri nella nostra mente, ma entità reali e immutabili che risiedono nell’iperuranio.

Sono eterne, perfette, uniche per ogni gruppo di cose e

costituiscono il "modello" (paradigma) della realtà

sensibile.

Esistono due piani dell’essere:

1.mondo sensibile: visibile, mutevole e imperfetto (le

cose).

2. Mondo intellegibile: invisibile e perfetto (le idee).

Le idee sono la causa delle cose e il criterio per giudicarle. Platone individua tre tipi di relazione:

-mimesi: Le cose terrene imitano i modelli perfetti

delle idee.

-metessi: Le cose sensibili partecipano, seppur in

minima parte, alla perfezione delle idee.

L'idea è "presente" nelle cose (es. la bellezza di un

fiore è una traccia della Bellezza in sé).

Le idee non sono tutte uguali; esse formano una piramide gerarchica:

-il bene: Al vertice c'è l’idea del bene che dà valore e

perfezione a tutte le altre idee (come il sole illumina e

dà vita).

-idee-valore: Giustizia, Bellezza, Virtù.

-idee matematiche: Cerchio, Uguaglianza, Numero.

-idee di cose naturali L'idea di uomo, di cavallo o di

letto.

Per ammettere la molteplicità delle idee, Platone deve affrontare Parmenide (secondo cui "l'essere è uno").

-i cinque generi sommi: Ogni idea partecipa a cinque

attributi fondamentali: essere, idemtico, diverso, quiete e movimento.

-il non essere relativo: Platone spiega che quando diciamo che un'idea "non è" un'altra (es. la Giustizia non è la Bellezza), non stiamo negando l'esistenza della Giustizia, ma stiamo affermando la sua diversità. Questo permette di ammettere il molteplice senza cadere nel nulla.


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